Il Dottor Fabrizio Marchi, osteopata e fisioterapista, si occupa del trattamento riabilitativo di pazienti affetti da patologie di origine ortopedica, reumatica e neurologica.

L’età dei soggetti è molto varia: soggetti in età evolutiva affetti da scoliosi, giovani con esiti di interventi chirurgici, traumi da sport ed infortuni lavorativi (fratture, lesione legamentose del ginocchio e del piede, tendinopatie e lesioni muscolari), pazienti con patologie degenerative come l’artrosi e l’osteoporosi.

Il dottor Marchi si occupa di curare anche pazienti con patologie come l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica ed altre forme di artrite con compromissione neuromotoria, pazienti affetti dal morbo di Parkinson, pazienti con esiti di lesione dei nervi periferici ed altre patologie che interessano il sistema nervoso e pazienti post-ictus.

I mezzi utilizzati comprendono la Tekarterapia, Laser, Ultrasuoni, Magnetoterapia, Tens, elettrostimolazioni e ionoforesi.

Nel 2006 consegue il Diploma di Formazione Completa sul METODO MEZIERES.

MA IN COSA CONSISTE IN METODO MEZIERES?

Questo metodo permette, attraverso il ripristino della simmetria corporea, il recupero della forma armoniosa dei muscoli di tutto il corpo.

Il paziente è valutato nella sua totalità al fine di ricercare le contratture muscolari presenti e responsabili del problema patologico in corso

Il metodo è incentrato sulla individuazione delle cause che hanno determinato l’insorgenza del fenomeno patologico e successivamente si procede a curarne i sintomi.

Il METODO MEZIERES consiste in posture tenute per molti minuti su una respirazione regolare a bocca aperta insistendo sul tempo espiratorio.

Queste posture permettono di ricercare la forma ideale, nell’allineamento più’ corretto possibile di tutti i segmenti allo scopo di evitare le “compensazioni”.

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I moderni mass-media trasmettono messaggi in cui l’apprezzamento sociale e l’affermazione professionale dipendono da un aspetto fisico perfetto, questo spiega l’aumento delle richieste di interventi di chirurgia plastica, chirurgia e medicina estetica negli ultimi anni.

 

L’intervento al seno è quello più richiesto, segue poi la rinoplastica ed i diversi interventi a labbra e zigomi.

La Chirurgia Estetica ha come fine ultimo quello di creare un equilibrio tra forma e funzione, per garantire al paziente il massimo benessere sia fisico che psicologico.

Ma qual è la differenza tra chirurgia estetica e chirurgia plastica?

La Chirurgia Plastica consiste in interventi di carattere ricostruttivo volti a restituire una condizione di integrità fisica preesistente gravemente danneggiata da eventi di diversa natura.

 

La Chirurgia Estetica, invece, non va sempre interpretata come un semplice vezzo o eccesso di vanità perché permette di correggere piccole imperfezioni fisiche naturali che però pregiudicano il benessere psicologico del paziente.

 

La Medicina Estetica comprende tutti quei trattamenti non chirurgici che consentono di ottenere un ringiovanimento della cute o un rimodellamento del corpo attraverso metodiche non invasive e l’uso di materiali all’avanguardia.

 

Tutte queste discipline hanno finalità terapeutica in quanto consentono di ricreare un’armonia delle forme e una gradevolezza dell’aspetto che contribuiscono a rafforzare il senso di autostima del paziente, ristabilendo uno stato di salute e di benessere sia fisico che psicologico.

I dati ci dicono che circa l’1% della popolazione soffre di aneurisma cerebrale.
Di questa frazione, lo 0,2-0,3% va incontro, durante la vita, a emorragia subaracnoidea.

Ogni anno, il numero di persone soggette a emorragia subaracnoidea corrisponde a 10-15 individui ogni 100.000.

Il 20-30% delle persone che subiscono la rottura di un aneurisma, perde la vita prima di giungere in ospedale. 

Ogni individuo è potenzialmente a rischio anche se la fascia di età più colpita è quella che va dai 35 anni in su.

Si è constatato, infine, una maggiore predisposizione da parte della donne: il rapporto con gli uomini è di 3 a 2.

 

L’aneurisma dell’aorta potrebbe essere evitato con screening periodici.

L’aorta è il più importante vaso del corpo umano; riceve dal cuore sangue ricco di ossigeno e, diramandosi attraverso le Arterie, lo distribuisce a tutti gli organi e i tessuti del corpo.

Normalmente ha un diametro di 25 mm. e nel tempo può subire trasformazioni come irrigidimento delle pareti, deformazioni e dilatazioni.

Quando la dilatazione supera il 50% del diametro normale, parliamo di aneurisma:

può interessare la zona addominale o aortica. 

Si tratta di una dilatazione irreversibile che indebolisce le pareti dell’aorta ed in alcuni casi sfocia nella rottura.

L’aneurisma è asintomatico fino al momento della rottura; solo allora si avvertono sintomi come difficoltà respiratoria, alterazione della voce, dolori al petto e abbassamento improvviso della pressione sanguigna a causa dell’emorragia.

Nel caso in cui la dilatazione non raggiunge la rottura, è possibile scoprine la presenza attraverso esami medici.

 

Il fattore genetico è determinante: chi ha avuto in famiglia casi di aneurisma partito dovrebbe porre molta attenzione allo screening annuale.

L’ECOCOLORDOPPLER è l’esame che può salvare la vita. Un esame non invasivo e sicuro.

 

 

Il nostro corpo ne è pieno ma siamo talmente abituati a vederli che non ci poniamo mai delle domande.

Cosa sono i nei e come capire se sono innocui o pericolosi?

I nei sono piccole macchie della pelle che si creano per un accumulo di melanociti. Le cellule epiteliali che producono melanina (melanociti) solitamente sono distribuite in maniera uniforme nell’epidermide, è quando si ammassano gli uni agli altri che si formano i nei, le caratteristiche macchie.

I nei hanno generalmente forme differenti: alcuni sono piccoli e tondi, altri più frastagliati, alcuni sono scuri e altri sono in rilievo. Questo dipende dal numero di cellule che li compongono e da quanta melanina producono. Nella maggioranza dei casi sono benigni e dunque non possono trasformarsi in un melanoma, il tumore più aggressivo della pelle.

Ma come riconoscere i nei pericolosi e maligni per prevenire tempestivamente il melanoma, il cancro alla pelle? Read more

Dopo anni di scarsa conoscenza, di risposte poco chiare e soprattutto di sofferenza per le donne, da pochi giorni l’endometriosi (malattia dell’età fertile di cui ne soffrono circa 150 milioni di donne nel mondo di cui 3 milioni in Italia) è stata finalmente riconosciuta tra le malattie croniche invalidanti.

Cos’è l’endometriosi?

È un’alterazione caratterizzata da isole di tessuto dell’endometrio (la mucosa che riveste l’interno dell’utero) in zone diverse, come tube, ovaie, vescica, intestino, peritoneo (la membrana che riveste diversi organi presenti nell’addome) e, in casi più rari, in fegato e polmoni. Questo tessuto ectopico, ossia “fuori posto”, risponde agli ormoni sessuali come l’endometrio dell’utero. “A differenza di quanto accade nell’utero, però, le cellule e il sangue di questo tessuto endometriale non hanno la possibilità di essere eliminati dal corpo, il che può generare infiammazioni e produrre cisti, cicatrici e aderenze tra organi diversi”, spiega il ginecologo Pietro Giulio Signorile, presidente della Fondazione Italiana Endometriosi. Read more